Il Museo “Osservatorio Cristiano”

L’Osservatorio della Pro Civitate Christiana è un centro multimediale di documentazione e di studio sulla figura e sull’opera di Gesù Cristo.
Il processo di formazione ha inizio negli anni Quaranta del Novecento con il primo nucleo della raccolta formato dall’archivio iconografico. Il progetto nasce dalla volontà di don Giovanni Rossi di creare un luogo, da identificarsi originariamente con una Galleria d’arte, che non fosse una mera raccolta di opere, ma uno strumento di evangelizzazione capace di testimoniare il modo in cui la contemporaneità interpreta la figura di Cristo, nello specifico del Cristo Lavoratore.

Franco Gentilini, Cena in Emmaus, 1965
Franco Gentilini, Cena in Emmaus, 1965

Le prime commissioni artistiche risalgono al III Corso di studi cristiani del 1942 ma, a causa degli avvenimenti bellici, i primi pezzi che entrarono a far parte concretamente della collezione furono opere donate da alcuni Volontari dell’originaria Associazione (ad esempio i disegni di Alfredo Biagini e la scultura della Cittadella di Ettore Mazzini).

La prima mostra d’arte contemporanea venne allestita nel 1949, a cura di Dandolo Bellini, collocata nel ridotto del teatro Metastasio di Assisi.
A partire dagli anni Cinquanta, don Giovanni Rossi pone come obiettivo dell’Osservatorio il coinvolgimento degli artisti sia tramite la commissione di opere a carattere cristologico, sia attraverso l’allestimento di “mostre personali” d’arte cristiana. Fu così che, a partire dal 1951, le prime opere a tema “Cristo Lavoratore” entrarono a far parte della collezione della Galleria, in concomitanza con il continuo avvicendarsi di mostre personali e rassegne d’arte i cui partecipanti, esortati da don Giovanni, diventavano potenziali mecenati della Galleria e contribuivano all’incremento della raccolta.

Giovanni Hajnal, Gesù divino lavoratore n. 2, 1958
Giovanni Hajnal, Gesù divino lavoratore n. 2, 1958

Negli anni Cinquanta William Congdon, pittore americano, entra in contatto con la Cittadella di Assisi e stringe una duratura amicizia con don Giovanni Rossi, fino ad arrivare al battesimo nel 1959.
Assai importante è per la Galleria l’acquisizione, nel 1961, della serie completa delle 58 planches originali (serie n. 329) del Miserere di Georges Rouault.
Nel 1966 entrano, tra le altre, opere di Ciminaghi, Longaretti, Gemignani, Spatari e Villalta.

Gerardo Dottori, Gesù placa la tempesta, 1957
Gerardo Dottori, Gesù placa la tempesta, 1957

Dopo il 1969 continua la tradizione delle mostre itineranti, la principale delle quali è del Miserere di Rouault in “edizione didattica”. Fatte in assenza, più che in carenza di finanziamenti, alcune nuove iniziative della Galleria, che non sono acquisizione di opere, si sono rivelate di grande interesse. Riguardano fin dagli anni Sessanta l’arte applicata alla terapia, all’educazione e alla catechesi.

Su questo terreno di ricerca la Galleria si è impegnata anche domandando e offrendo collaborazione sul territorio umbro. Nomi importanti negli anni Settanta sono Giacomo Santucci, Luciano Mazzetti, Carlo Brutti.
Attività espressive con ragazzi in Cittadella hanno luogo sin dai primi anni Sessanta.
La raccolta di migliaia di disegni, in buona parte di contenuto religioso e cristiano, ha permesso la formazione del primo nucleo di una specifica raccolta, presso la Galleria. Studi su questo materiale sono stati pubblicati su “Rocca”. Dal 1980, in seguito a un progetto di messa a disposizione della Galleria per attività scuola-museo-territorio con bambini e docenti della Scuola Elementare – presentato da Anna Nabot, responsabile della Galleria, al Provveditorato agli Studi di Perugia -, inizia una serie articolata di esperienze, anche confrontate con altre sezioni didattiche di musei italiani, in particolare con quella degli Uffizi.

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