Le dinamiche di potere nei contesti educativi

È sempre necessario che si parli e si agisca in concreto.

Della ricerca fatta lo scorso anno il dato che mi ha sorpreso di più non è stato tanto il malessere degli studenti nel rapporto con noi adulti (certificato anche dall’OMS) ma il conflitto tra gli adulti che abitano la scuola. Il 70% dei docenti intervistati, come il 70% degli studenti, risponde di aver vissuto squilibri di potere nelle relazioni, di aver provato situazioni di impotenza o discriminazione nella relazione con le altre figure adulte.

Quella che avete appena letto è una riflessione di Michele Arena a margine del suo lavoro di ricerca sul e nel mondo della scuola. Con lui e Carlo Ridolfi, sabato 15 marzo alle ore 9.00, nel seminario Le Belle Bandiere. Dialogo con i lettori, affronteremo il tema delle dinamiche di potere nell’educazione.

Rispetto ai contesti educativi il tema del potere sembra non debba essere trattato per non “disturbare il manovratore”, ma le modalità con cui lo esercitiamo o lo subiamo, definisce tutte le nostre relazioni. Ci rende quello che siamo come cittadini.

Durante queste giornate, partendo dalle sollecitazioni degli scritti pasoliniani, ci chiederemo che cosa significa e come si realizza la condivisione di potere nei contesti educativi, quali le storture che genera,

È sempre necessario che si parli e si agisca in concreto”, scriveva Pasolini rivolgendosi a Gennariello, e in quella concretezza vogliamo stare per leggere la realtà e mettersi insieme in discussione.

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