Lettera aperta ai Cardinali elettori dalla Rete Sinodale italiana

Possiate avvertire la presenza, le attese, le speranze e il sostegno di tanti cattolici e cattoliche che cercano di camminare alla sequela di Gesù per le strade del mondo.

Cari fratelli cardinali,

mentre vi accingete a riunirvi per scegliere, in ascolto dello Spirito, un nuovo vescovo di Roma alla guida di tutta la Chiesa cattolica, vogliamo assicurarvi che vi accompagniamo con l’affetto e la preghiera, affinché possiate avvertire la presenza, le attese, le speranze e il sostegno di tanti cattolici e cattoliche che cercano di camminare alla sequela di Gesù per le strade del mondo.

In particolare, come Rete di circa trenta sigle rappresentative di diverse associazioni, comunità, gruppi e riviste italiane, in questi anni abbiamo sperimentato quanto i percorsi sinodali che abbiamo visto caratterizzare la Chiesa cattolica romana tutta, e quella italiana in particolare, ci abbiano fatto intravedere una Chiesa più gioiosa, amorevole e inclusiva, cioè più fedele al Vangelo, e ci abbiano aiutato a maturare una coscienza di credenti più responsabile verso la comunità cristiana e più disponibile a servire il progetto di Dio per l’umanità e il creato, a partire dagli ultimi e le ultime.

Ancora poche settimane fa, nella II Assemblea sinodale italiana, abbiamo potuto vivere il felice connubio tra la libertà di parola dei/lle delegati/e, che in modo determinato e appassionato hanno assunto la propria responsabilità di cristiani/e adulti/e, e la capacità di ascolto dei vescovi, che hanno saputo interpretare la propria autorità come servizio al sensus fidei fidelium, rafforzando la comunione ecclesiale, a conferma di un cammino sinodale autentico, fatto di ascolto reciproco, dove non si è vissuta una contrapposizione tra laici/che e vescovi.

Con spirito sinodale vi chiediamo perciò di scegliere il nuovo vescovo di Roma secondo questo discernimento: prosegua con decisione sulla strada aperta da papa Francesco verso una Chiesa sempre più sinodale, sviluppando la linea tracciata tanto dal Sinodo dei vescovi del 2021-2024 quanto, nell’ambito locale, dal Cammino sinodale delle Chiese in Italia. Siamo infatti convinti, come ripeteva papa Francesco, che “il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio”, in quanto forma adeguata a una Chiesa davvero mondiale “unita nella diversità”, cioè capace di coniugare l’universalità del cattolicesimo e il suo radicamento nelle differenti culture esistenti in un mondo ormai “globale”, ma che respinge la presunta “superiorità” di una civiltà rispetto alle altre e quindi ogni omologazione. Una Chiesa costantemente unita nella ricerca della volontà di Dio in mezzo a una diversità di spiritualità, di teologie, di urgenze pastorali, di risposte alle concrete situazioni locali. Solo attraverso la sinodalità possiamo gestire e superare le inevitabili incomprensioni, confusioni e conflitti, e quindi mantenere viva la realtà del “ministero profetico” della Chiesa in credendo, camminando verso un’effettiva fraternità e sororità, di cui il consensus Ecclesiae è il fulcro non imposto in modo autoritario, ma frutto dell’accoglienza di quanto lo Spirito Santo dona ai/alle fedeli tutti/e.

E la sinodalità attuata e vissuta costituisce anche la testimonianza più viva e credibile della possibilità di una convivenza pacifica tra diversi che la nostra Chiesa, in ecumenica armonia con tutte le altre, può offrire oggi a un mondo lacerato da guerre e polarizzazioni.
Con questi sentimenti vi accompagniamo in questo cruciale momento del vostro servizio ecclesiale.

La Rete Sinodale italiana
5 maggio 2025

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