Ultimo numero di Rocca (n. 20 del 2025)
[…]Il dolore nascosto deve trovare espressione per poter farci riscoprire la nostra umanità ferita, e trasformarsi in strumento di resilienza e crescita. […](dall’articolo di R. De Leonibus)
[…]Il dolore nascosto deve trovare espressione per poter farci riscoprire la nostra umanità ferita, e trasformarsi in strumento di resilienza e crescita. […](dall’articolo di R. De Leonibus)
[…] una ministerialità pastorale riconosciuta a tutti gli effetti per le donne significherebbe che l’assunzione piena di responsabilità di cui spesso si fanno carico in virtù del proprio battesimo e di competenze acquisite, venga riconosciuta adeguatamente dalla gerarchia come un servizio stabile e non “straordinario”[…]
(dall’articolo di E.Buccioni)
{…] … comprendiamo allora come quella seduzione, dipendente in larga misura dalla tecnologia, alimenti la spirale, perché mentre promette allettanti connessioni digitali, trasforma i device in altari di relazioni illusorie, consacrando una solitudine tanto volontaria quanto inconsapevole, grottesca nella sua pretesa di comunione.[…]
(dall’articolo di Alessia Brombin)
[…] Il filo tenue della speranza e della dignità è stretto nelle mani di quanti, […] si spendono per proteggere, curare, portare sollievo stando con i propri corpi sul terreno in cui convivono l’umanità più autentica e la barbarie più orrenda. È un confronto quasi apocalittico tra dannazione e salvezza dell’umano. […] (dall’editoriale di M. Borgognoni)